martedì 2 maggio 2017

Anatomy (2000)

Trovandomi nella necessità di guardare un film breve e possibilmente scemo, una di queste sere ho visto Anatomy (Anatomie), film diretto e co-sceneggiato nel 2000 dal regista Stefan Ruzowitzky.


Trama: la giovane Paula è una studentessa di medicina talmente promettente da venire ammessa al prestigioso corso estivo dell'università di Heidelberg. Purtroppo, scoprirà che all'interno dell'università una setta di medici "anti-ippocratici" conduce pratiche decisamente poco ortodosse per il bene della ricerca...



Io cercavo un film scemo ma Anatomy non lo è così tanto, almeno, non all'inizio. Con tutti gli horror che ho visto, devo ammettere che la dissezione iniziale, con il povero cristo sdraiato sul lettino costretto a guardare mentre due dottori gli asportano gli organi, risulta schifosetta ancora oggi dopo quasi vent'anni dall'uscita del film e in generale gli sceneggiatori riescono a sviare lo spettatore dall'identità di tali dottori per un rispettabile lasso di tempo, ricorrendo ad attori bellocci e dallo sguardo ambiguo. Il resto, mah, si lascia guardare senza troppo entusiasmo ma anche senza astio nei confronti della pellicola. Il problema principale di Anatomy, per quel che riguarda la sceneggiatura, è forse quello di peccare di faciloneria, questo sì. Nell'universo del film, l'università di Heidelberg (e probabilmente l'intera Germania) è il regno dei cosiddetti anti-ippocratici, una "setta" di dottori in odore di nazismo che ricorrono a metodi poco etici per amor di scienza e del vile denaro; nel bel mezzo di un'autopsia la studentessa Paula si ritrova per le mani il cadavere di un ragazzo conosciuto sul treno e giustamente decide di indagare, anche perché due giorni prima il tipo stava benissimo nonostante soffrisse di una malattia degenerativa e chiunque, tra professori e tecnici di laboratorio, le consiglia di farsi i fatti suoi. Facilona e, per l'appunto, scema come un tacco, Paula se ne sbatte di questo clima palesemente ostile e non si impegna a mantenere un profilo basso, bensì decide di spiattellare ai quattro venti i risultati delle sue indagini mano a mano che esse progrediscono, diventando così vittima non solo delle sgradite attenzioni della setta (altrimenti il film non avrebbe potuto continuare) ma anche oggetto delle perculazioni di amici e compagni studenti. Anatomy subisce un notevole calo qualitativo dal momento in cui il killer si rivela a Paula (probabilmente come gesto di galanteria anche perché, se aspettava lei, poteva continuare a riempire l'università di cadaveri per i decenni a venire) e la trama comincia ad andare più o meno in vacca, con lei che continua a non capire l'antifona e si prende persino il tempo di continuare una normale vita universitaria, mentre gli anti-ippocratici si scazzano per le azioni del loro associato: un conto è sezionare viva la gente per scopi puramente scientifici, un'altra è sezionarla per metterla in mostra nei corridoi manco fossimo al Body Worlds, e che diamine!


Il secondo, tragico difetto di Anatomy, assieme a questa trama squinternata e loffia, è la regia. Tolta la già citata sequenza iniziale fatta di inquadrature particolarmente esplicite collegate da un montaggio intelligente e tolta la natura ipermoderna della facoltà di medicina (in netto contrasto con l'architettura classica e gli interni squallidi degli altri ambienti universitari), che consente a Ruzowitzky di girare scene claustrofobiche e stranianti quando la protagonista viene inseguita nei freddi corridoi zeppi di metallo e cadaveri plastinati, la maggior parte del film ricade nella qualità piatta di una produzione televisiva, cosa che lo rende più brutto di quanto non sia in realtà. Per quel che riguarda il reparto attori, Franka Potente se la cava (anche se, per me, la fanciulla non ha mai più toccato i vertici di Lola corre, che la portava a spiccare anche per una questione di look mentre qui è sciatta come non mai) nonostante la più volte ribadita scemenza del personaggio, il cast maschile è composto da belloccetti abbastanza intercambiabili nonché poco entusiasmanti e vince così a man bassa la bionda Anna Loos nei panni della divertentissima ninfomane Gretchen, che perlomeno qualche risata la strappa (non ai livelli di Steffy. Mi spiace ma quello MAI.). Purtroppo, man mano che va avanti Anatomy si affloscia anche nel reparto gore e dopo il trionfo splatteroso dell'inizio si limita a mostrare qualche cadavere plastinato, un po' di sangue finto e poca altra roba. Insomma, un film senza infamia né lode che avrebbe potuto riuscire molto meglio ma anche molto, molto peggio.


Di Franka Potente, che interpreta Paula Henning, ho già parlato QUI.

Stefan Ruzowitzky è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Austriaco, ha diretto film come Anatomy 2, Il falsario - Operazione Bernhard e Legami di sangue. Ha 56 anni e due film in uscita.


Benno Fürmann interpreta Hein. Tedesco, ha partecipato a film come La setta dei dannati, Speed Racer, Mutant Chronicles e In Darkness. Ha 45 anni e due film in uscita.


Del film esiste un seguito, Anatomy 2, sempre diretto da Stefan Rzowitzky, che però non ho mai visto; se Anatomy vi fosse piaciuto provate a recuperarlo e aggiungete Creep - Il chirurgo e Pathology. ENJOY!

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Effettivamente non è il tuo genere :)

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  2. Io lo vidi al cinema e non ho un gran bel ricordo del film, ma leggendoti si conferma tale

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    1. Eh, purtroppo in questo caso l'effetto nostalgia non salva dal disastro!

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